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L’alimentazione corretta come chiave per salute, longevità e fecondità

di Davide Bert

alimentazione come chiave di salute, longevità e fecondità

Studi scientifici e ricerche socio-antropologiche avvalorano il legame tra alimentazione corretta e salute psico-fisica. L’OMS ha evidenziato come l’incidenza delle patologie cardiovascolari e dei tumori possa ridursi fino a un terzo grazie ad una dieta equilibrata. L’alimentazione corretta può prevenire l’insorgenza di numerose affezioni croniche, ed ha effetti benefici anche sotto il profilo emotivo. Malattie o disturbi come depressione, insonnia, sindrome ossessivo-compulsiva, ansia e iperattività, hanno una stretta correlazione con il cibo. Gran parte dei fenomeni che influenzano  il comportamento e il benessere mentale sono generati da squilibri ormonali e chimici. Ciò non vuol dire che “basta mangiar bene” per curarsi, ma di certo l’alimentazione corretta fa ammalare di meno o comunque facilita il processo di guarigione. Ciò che si assimila ogni giorno attraverso i pasti è la chiave per avere buona salute, longevità e fecondità. 

Lo stretto legame tra cibo e sesso 

Una corretta alimentazione è un fattore determinante anche per garantirsi una vita sessuale soddisfacente. In pratica per avere migliori performance “sotto le lenzuola” basta mettere i giusti alimenti “sulla tovaglia”. A dirlo è uno studio realizzato dall’Hippokration Hospital di Atene che conferma le innumerevoli proprietà benefiche della dieta mediterranea. Un regime alimentare a base di cereali, olio d’oliva, pesce, frutta e verdura, non solo contribuisce a conservare uno stato di salute generale nell’organismo, ma tiene puliti e funzionali i vasi sanguigni localizzati nei genitali, molto sensibili alle variazioni patologiche del corpo. Nei casi di impotenza moderata, i semplici accorgimenti a tavola, abbinati all’esercizio fisico, possono arrivare addirittura a sostituire efficacemente l’uso di farmaci vaso dilatatori come il Viagra. 

L’elisir di lunga vita non è uguale per tutti 

Il concetto di alimentazione corretta non è però univoco e valido per tutti, e nello specifico può cambiare anche in relazione all’età. L’elisir di lunga vita potrebbe essere una combinazione “personalizzata” di proteine e carboidrati in base alla propria fisiologia, perché con il tempo cambiano le capacità e le attitudini del corpo a metabolizzare i nutrienti. Una ricerca australiana realizzata presso il Centro Charles Perkins dell'Università di Sydney rileva come a seconda delle esigenze e delle fasi della vita, in teoria sarebbe possibile prediligere un tipo di macro nutrienti piuttosto che altri. 

Come cambiano le abitudini a tavola 

Mentre da una parte l’importanza dell’alimentazione corretta si consolida e viene sempre più condivisa da tutti i settori di ricerca, dall’altra purtroppo si modificano le abitudini a tavola. Dal 2008 al 2018 il carrello della spesa è "ringiovanito di parecchi anni e ha perso diversi chili”, frutto della crisi che ha costretto molte famiglie a tirare la cinghia. I dati arrivano da Coldiretti che mette in guardia sugli effetti che il mutamento degli stili di vita potrebbero avere anche sull’ambito salute. L’alimentazione corretta associata alla dieta mediterranea infatti ha da sempre costituito un fattore di protezione cardiovascolare e di garanzia di benessere e longevità. L’Italia si attesta tra quelli con una popolazione dalla vita media più lunga al mondo, con 79-80 anni per gli uomini e 84-85 anni per le donne. 

Bilancio presente e previsioni per il futuro 

La situazione potrebbe cambiare ancora e in modo radicale per le nuove generazioni, sempre più tendenti all’obesità e con cattive abitudini alimentari come il saltare la colazione, abusare di bevande gassate o zuccherate ed un consumo di verdura e frutta praticamente inesistente. In Italia l’acquisto di olio di oliva è calato del 25% a persona, ancora peggio va per frutta e verdura fresche con un -7% che tradotto in termini di consumo vuol dire “solo” 130 chili a persona ogni anno, ovvero 360 grammi al giorno, 40 grammi in meno rispetto alla razione giornaliera consigliata dall’Oms. L’Italia resta il paese dal più alto consumo di pasta, 3 volte in più di Usa, Grecia, Francia, 5 volte in più della Germania e addirittura 16 volte in più del Giappone. Tuttavia anche in questo caso si è riscontrato un forte calo parti a 26 chilogrammi a persona ogni anno. Per quanto riguarda “i pani e i pesci”, più che moltiplicazione si dovrebbe parlare di sottrazione, visto che questi due alimenti sono precipitati ai minimi storici dal 1981.


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