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I vini sono una parte importante della nostra cultura, ma sappiamo leggere le etichette?

Nel caso del vino,  per chi se ne intende non ci sono problemi, ma chi non è un esperto deve imparare a leggere le etichette e a conoscerne il significato. vediamo di aiutarvi con le informazioni principali.

come leggere le etichette dei vini

Il vino è una parte importante della nostra cultura italiana. Siamo un paese di produttori di vino, e divini tra i migliori del mondo, e a gusto magari sappiamo quasi tutti  riconoscere se un vino  è buono o meno, ma magari possiamo avere bisogno anche di conoscere le etichette e il loro significato così da potere fare scelte più consapevoli.Proviamo a fare un po' di chiarezza così che il tuo prossimo brindisi sia all'insegna di gusto e informazione! 

ABV

L'ABV è la quantità di alcol nel vino, espressa in percentuale in volume. Maggiore è la percentuale, più forte è il vino. L'ABV di una bottiglia è anche un ottimo modo per valutare se il vino è dolce o secco. I vini con un 12,5% o superiore sono in genere secchi, mentre quelli sotto al 12,5% hanno più zucchero residuo e sono in genere più dolci. Quindi, un vino con il 13% di ABV è probabile che sia secco, mentre uno con il 10,5% è di solito un vino più dolce.

Contiene solfiti

I solfiti si trovano naturalmente nel vino perché sono nelle bucce dell'uva, ma spesso il diossido di solfito (SO2) viene usato come conservante durante il processo di imbottigliamento. Alcuni credono che i solfiti causino mal di testa, ma in realtà la frutta secca contiene più solfiti del vino. I mal di testa  sono dovuti sia alla quantità di alcol consumata, sia all'aggiunta eccessiva di solfiti nel vino.

Denominazione

Sulle etichette dei vini potrai trovare  l'area geografica - può essere un paese, uno stato, una regione, una città o persino un determinato vigneto. I vini mostrano, attraverso la propria etichetta, le caratteristiche che possiedono, la loro origine e diverse altre informazioni che interessano i consumatori. Sulle etichette sono presenti anche delle sigle come DOP, DOC, DOCG, ITG. Questi sono degli acronimi che indicano i vari tipi di denominazione che esistono a livello nazionale e comunitario. Tali denominazioni sono attribuite con delle leggi specifiche e vanno a contrassegnare dei vini di particolare pregio, prodotti in zone specifiche e con metodi ben definiti. La denominazione può essere considerata come una garanzia di qualità e trasparenza verso il consumatore. Non si tratta, dunque, di marchi indicanti un particolare produttore o una azienda, ma al contrario rappresentano un territorio nel suo complesso, lo valorizzano e mostrano al mercato la tipicità e peculiarità del prodotto stesso che non possono riscontrarsi in altri vini. Un metodo per valorizzare le produzioni più nobili che non possono competere sui grandi numeri, ma che devono essere tutelate dalle contraffazioni per non disperdere un patrimonio culturale nazionale di inestimabile valore. L’Italia, terra con grande tradizione vinicola, ha introdotto il sistema delle denominazioni fin dal 1963, quindi con la legge 164/1992 ha introdotto la classificazione più nota che va a suddividere i vini in:

• Vini da tavola;

• Vini con Indicazione Geografica Tipica (IGT);

• Vini a Denominazione di Origine Controllata (DOC);

• Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG);

Si tratta di una classificazione che va dai vini meno pregiati a quelli più importanti. I vini da tavola sono considerati quelli meno pregiati e sono sottoposti a controlli meno stringenti. Nelle loro etichette non è necessario indicare molte informazioni, possono utilizzare anche nomi di fantasia e le uve possono provenire da diverse zone. 

Se un vino possiede l’Indicazione Geografica Tipica significa che le uve utilizzate per produrre quel vino provengono da una area viticola delimitata, ben precisa che viene indicata in modo chiaro, avente caratteristiche omogenee, ma comunque abbastanza vasta. L’aera indicata non può essere la stessa riportata sui vini DOC e DOCG. Nel disciplinare si devono riportare anche altri elementi come la resa dell’uva per ettaro, il titolo alcolometrico naturale delle uve e i vitigni che vengono utilizzati per la produzione del vino. 

Le norme diventano molto più rigide quando si passa ai vini DOC e DOCG. Le due denominazioni si possono racchiudere in un insieme più ampio chiamato Vino di Qualità Prodotto in Regione Delimitata. Come si può notare compare anche l’aggettivo “di qualità” che sta a indicare che viene garantita non solo l’area di provenienza, ma anche che sono assicurate e certificate le particolari proprietà di quel vino, attenute anche attraverso specifici processi produttivi. Nel caso dei vini DOC le aree di provenienza sono molto più limitate come estensione e devono essere citati anche i vitigni. Queste regole sono riportate nelle Disciplinari di produzione. Le disciplinari altro non sono che un insieme di regole e imposizioni a cui i produttori devono attenersi per poter vedere certificato il loro vino con il marchio DOC o DOCG.

 

Vino biologico

I vini biologici sono quelli prodotti con uve da agricoltura biologica, senza l'uso di prodotti chimici. e dovrebbero contenere anche livelli di solfiti inferiori rispetto ai vini convenzionali, poiché i livelli di solfiti sono requisiti per queste certificazioni. "A causa del loro contenuto di solfiti inferiore, i vini biologici sono probabilmente una scelta migliore per le persone che hanno maggiore  sensibilità a questi tipi di conservanti nei vini.

"Realizzato con uve biologiche certificate significa anche che i vigneti sono stati curati con pratiche sostenibili,per la terra, che includono il compostaggio a base vegetale, l'impianto di colture di copertura, la facilitazione degli habitat per insetti e animali utili, consentendo alle pecore di falciare naturalmente il terreno, e sostituendo così la  necessità di trattori che generano emissioni nocive. Inoltre nell'agricoltura biologica non vengono mai usati pesticidi o diserbanti sintetici dannosi.

I vini biodinamici

I vini biodinamici sono quelli ottenuti da uve che sono state raccolte biodinamicamente. L'agricoltura biodinamica è molto simile all'agricoltura biologica, ma con metodi e preparazioni molto specifici per favorire la salute del suolo. Come i vini biologici, la scelta di un vino biodinamico dipende davvero dalla filosofia personale. Certamente  i vini biodinamici possono essere più costosi.

Vini naturali

Il vino naturale significa che non ci sono sostanze chimiche utilizzate durante la produzione. Il vino naturale è ancora una nuova categoria e non c'è molta coerenza in termini di gusto. Tieni presente che solo perché un vino è naturale non significa che sia migliore. I vini naturali possono avere un "funk" ossidativo che potrebbe non essere gradevole, ma altri sono deliziosi. È semplicemente difficile dedurre qualsiasi cosa dall'etichetta naturale da sola. 

Che differenza c'è tra vini biologici e vini naturali?

Qual è la differenza tra vino biologico e naturale?

Il termine "biologico" è certificato dall'ente che controlla i prodotti biologici, mentre quello "naturale" no. In generale, i vini naturali vengono prodotti senza aggiungere sostanze chimiche, zolfo, lieviti coltivati o additivi, ma non esiste una definizione legale effettiva per "naturale". Le cantine che imbottigliano vini biologici certificati, invece sono controllate sull'uso di anidride solforosa come conservante, e nel loro processo di invecchiamento. I loro vigneti vengono inoltre coltivati utilizzando solo pratiche biologiche: senza pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici.


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