Ancora c'è chi crede che la vita è governata dal caso?

di Patrizia Colbertaldo

Le polemiche scatenate dalle frasi della Toffa mi hanno fatto venire voglia di dire la mia e mi fa molto indignare chi gli ha rivolto contro addirittura profezie di morte! Ma chi sono tutti questi sapientoni che tutto sanno e che non permettono che le persone esprimano il loro punto di vista! La penso come Nadia; la malattia può essere un'opportunità e può essere un dono (dall'etimologia del termine il dono è qualcosa che si riceve senza dare nulla in cambio e non credo che la Toffa abbia pagato per ammalarsi) perché può essere l'occasione di un' evoluzione e un cambiamento personale. La scienza non sa tutto e non può spiegare tutto. Ci può spiegare i casi di persone alle quali hanno dato sei mesi di vita e che invece sono vissute fino a invecchiare dopo prognosi infauste (c'è una bibliografia piena di casi) e persone considerate totalmente "sane"un giorno e che hanno invece perso la vita il giorno dopo? Ma ancora c'è chi crede che la vita sia un caso e che tutto quello che accade sia frutto di casualità? I sapientoni che parlano sanno che a persone morte per cause accidentali sono stati trovati tumori con i quali convivevano da anni? O conoscono i casi dei tumori e del rapporto tra corpo e mente e quanto pubblicato da autorevoli riviste scientifiche e ancora più autorevoli università sugli effetti placebo? Conoscono alla perfezione i percorsi di vita di tutti e tutti gli studi scientifici? E siamo solo un corpo? Allora dovremmo anche fare chiudere le chiese e zittire ogni tipo di religione o di corrente spirituale che crede nello spirito o nell'invisibile ai più! Ma siamo soltanto un corpo? E questa realtà fisica è l'unica? Ci sono studi ormai che ci dicono che no che non lo è. E forse che non siamo fatti di particelle minuscole che sono invisibili e che ci fanno essere molto di più di un corpo? E forse che quello che pensiamo o facciamo non ha influenza su quello che ci accade? La terra si sta distruggendo casualmente o è a causa della scelleratezza umana? Ci salverà la scienza? No. Ci salverà, forse, la consapevolezza che ognuno di noi guadagna come può e vuole, e ci salverà smettere di aggredire qualcuno perché ha detto cose che non condividiamo. Ci salverà smettere di pensare solo al profitto a breve termine e vedere invece il profitto a lungo termine, perché solo questo potrà sconfiggere  dolore, malattia e sofferenza dalla terra e per la terra stessa.  A chi ha davvero dato noia quello che la Toffa ha detto? Ancora nel 2018 si crede che le cose avvengano a caso, e che siamo tutti vittime innocenti? Mi sorprende che in un mondo fatto da milioni di religiosi ovviamente non praticanti ( è questa è una delle frasi più stupide che io abbia mai sentito) si guardi alla malattia e anche alla vita come a un evento casuale. La vita e l'Universo intero sono tutto fuori che frutto del caso. Sono personalmente e profondamente convinta che non vi sia un filo d'erba che si muova a caso. Niente. E a volte si, la malattia e il dolore possono essere doni, opportunità di risvegliare la nostra coscienza, la consapevolezza, quel vivere virale che ci fa credere di potere manipolare tutto, perfino la vita o di avere una risposta per tutto. E può essere un'esperienza che ti può portare a vedere realtà diverse, aprire orizzonti diversi, che ti può soprattutto risvegliare il senso di gratitudine che non abbiamo più perché diamo tutto per scontato. Dividiamo il mondo in Buoni e Cattivi e siamo pronti a scannarci per ogni minima cosa, anche per una dichiarazione fatta da una giovane donna che sta affrontando il dolore in maniera positiva. Ma chi ha offeso la Toffa? La malattia, il dolore, la morte fanno parte dell'esistenza e ognuno se la vive come può e come vuole, ma non ci sono risposte valide per tutti. Il mondo è pieno di casi diversi; c'è chi guarisce e chi no, ognuno ha la sua storia, ma ci sono tanti casi di guarigioni o di malattie che la cosiddetta "scienza" non si spiega, e sono tante le culture che ritengono che la malattia possa essere vista anche come un "dono", amaro certo perché fa soffrire e la sofferenza non piace, e fa paura a tutti. Ma ho conosciuto personalmente persone segnate dalla "scienza" da un destino funesto vivere a lungo e in salute proprio perché hanno utilizzato la sofferenza come un dono, un'opportunità. 

E la sofferenza, per come stanno le cose è purtroppo una via di crescita perché l'essere umano finché sta bene, per sua natura "sta sugli alberi a cantare" come le cicale. E ci sono storie di persone che non hanno accettato di fare la chemio e sono guarite, di altre che l'hanno fatta e sono guarite. Sono casi riportati. Chi siamo noi per giudicare? Possiamo esprimere un'opinione in modo civile e senza aggredire. E la medicina è sempre dalla parte dell'essere umano ? Davvero ancora c'è chi crede che l'unico interesse sia la guarigione dei pazienti? E se tutti guarissero chi comprerebbe i farmaci?  E non sono contro ai farmaci perché sono anche utili perché se ho mal di testa posso prendere un'analgesico, e se ho un'infezione posso usare un'antibiotico. Ma vorrei che ci si domandasse di più sul   perché il mondo è afflitto da dolore e malattia e che ognuno di noi si sforzasse di più a fare un percorso di  cambiamento personale, così come vorrei che potessimo tutti diventare più tolleranti verso chi esprime cose che non condividiamo. La scienza è utile ma non sa tutto. I grassi del pesce sono stati accusati per anni e sconsigliati a chi soffriva di malattie cardiovascolari, mentre adesso si fa esattamente l'opposto e si sa che quei grassi, gli Omega 3 sono preziosi per la salute del cuore. In medicina si è detto tutto e il contrario del tutto, perché le cose cambiano, e ognuno deve essere libero di fare quello che vuole, di curarsi come crede e soprattutto di esprimere la propria opinione. Tante sono le correnti religiose e spirituali che considerano la malattia un dono, perfino nel cattolicesimo! Ognuno deve essere libero di scegliere e fare quello che ritiene secondo il proprio libero arbitrio se sa di possederne uno. Esistono storie di pazienti guariti senza chemio che hanno scritto libri o rilasciato la loro esperienza. Possiamo crederci o meno; ognuno sa la sua storia. Chi vive la malattia è messo a dura prova, e questo è fuori di dubbio e ha bisogno di cure e  soprattutto di amore e comprensione, non certo di essere aggredito se ritiene di dire la sua che magari è diversa da quella di un'altro. Ma dove sta la libertà?La scienza fa quello che può, i medici fanno quello che possono, i farmaci anche, ma la realtà è che non c'è una risposta per tutto e che una donna che ha sofferto e certamente sta soffrendo, che avrà anche i suoi dubbi e le sue paure dietro al suo sorriso non può e non deve essere aggredita come è stato fatto! Ha dato un segnale a mio avviso di forza e di speranza anche a chi soffre e per un motivo o per un altro la sofferenza tocca tutti prima o poi. Anche se vi riempite la casa e le tasche di corni rossi!

Io parlo per la mia esperienza, non sono una dispensatrice di verità universali, ma della mia verità, e sto della parte di chi soffre, sempre, e a prescindere da quello che pensa. Per questo sto con Nadia. E gli auguro (insieme a tutta la redazione di SEMPLICE) sinceramente dal cuore di stare bene e di vivere più a lungo possibile, come lo auguro a tutti coloro che sono provati dalla malattia e dalla sofferenza. A prescindere dal fatto che l'abbiano vissuta o la vivano come un'opportunità o come un nemico da combattere.

Scrivi commento

Commenti: 0