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Jim Carrey parla della depressione come nessun'altro

di Patrizia Colbertaldo

Life Coach

Lo riconoscete? E' Jim Carrey, un grande attore che ci ha fatto ridere tanto e che come tanti personaggi capaci di fare ridere gli altri ha una grande profondità, un grande senso dell'humour e una stabilità raggiunta dopo avere sperimentato la depressione ed essere passato attraverso gli psicofarmaci. E' cambiato molto, adesso ha la barba ed è difficile riconoscerlo, ma ha parlato della depressione come nessun'altro, e ci ha dato una grande lezione. Jim spiega che è totalmente inutile passare tutta la vita a creare e curare un'identità specifica per noi stessi, e la depressione in effetti da un punto di vista spirituale non è altro che una delle battaglie che ci troviamo a fare con l'Ego che è in noi, quella Jihad che sempre per la nostra parte egoica è diventata una scusa e un modo per uccidersi gli uni contro gli altri, quale dovrebbe essere nel suo vero significato, per conquistare un nuova consapevolezza di sé. Infatti, come spiega l'attore, "la parte di noi che desidera di essere qualcuno, di essere importante in realtà è solo l'Ego, che allo stesso tempo ci conduce verso una strada di dolore e sofferenza: l'Ego crea una separazione tra noi e tutti gli altri esseri umani che non rende onore alla nostra vera natura, a chi realmente siamo. Inoltre,continua,l'Ego ci delude, facendoci pensare che le cose non cambiano, che non possiamo cambiare, ci fa sentire che non siamo abbastanza come siamo e ci porta lontani dal momento presente, dal qui e ora". Secondo Carrey, l'antidoto a tutta la sofferenza che sperimentiamo è proprio lasciare andare questo desiderio di "essere qualcuno", perché come spiega in maniera meravigliosa "La sensazione di totalità è un sentimento diverso dall'io". Per sentirci interi dobbiamo lasciare andare il tentativo di mantenere un immagine di noi". La depressione spiega l'attore, non è altro che  il tuo vero sé che ti dice f..ck, io non voglio più essere questo personaggio, non voglio essere questo avatar che tu hai creato nel mondo. E' un modo insomma di lasciare andare il personaggio, per ritrovare la nostra vera natura. E non c'è niente di più vero. Così Jim oggi vede la depressione come un riposo dal personaggio che ha tentato di giocare. Un riposo di cui abbiamo bisogno; così in qualche modo la malattia non è altro che un'opportunità per ricondurci a chi veramente siamo,  lontani dalle "recite" che il mondo e la società ci impongono, e alle quali aderiamo poiché ne siamo schiavi fin da piccoli con tutti i modelli che ci si sono appiccicati addosso e che in realtà non ci appartengono. Un messaggio confortante per ogni persona che si trova a lottare contro la depressione: cercate di capire dove sta l'opportunità, chi siete veramente e perché la vostra vita non vi piace così com'è. E Jim Carrey continua dicendo "Non ho alcuna depressione: ho tristezza, gioia, e soddisfazione e gratitudine oltre ogni immaginazione", Niente sta con me abbastanza a lungo per potermi uccidere. Sono solo idee." 

E se ci pensate è vero: tutto quello che viviamo, e anche la tristezza, e il dolore sono come nuvole alle quali però a volte ci aggrappiamo perché non ci va di sperimentare la sofferenza, ma se le lasciassimo passare osservandole e basta, come avviene in natura, capiremmo che non sempre può piovere e che quella che chiamiamo depressione spesso altro non è che il nostro tentativo, o meglio il tentativo dell'Ego di portarci fuori dal momento presente, in cui  nulla in realtà è statico, in cui tutto cambia e si muove e pertanto, a volte c'è il sole a volte le nuvole. Ma se ci facciamo ingabbiare nelle definizioni cronicizziamo malesseri che come nuvole invece sarebbero destinati a passare. Usciamo fuori dal presente che in fondo è quello che chiamiamo D-o, e cito Eckart Tolle grande maestro spirituale contemporaneo quando dice " God is in the present".(Dio è nel presente). Niente di più vero. Tutto il resto è illusione.

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