17 consigli se vuoi collaborare con un giornale

di Giuseppe De Pietro. Direttore responsabile Semplice magazine

I giornali non si potrebbero fare senza collaboratori, neanche il nostro ovviamente. Il  nostro magazine è infatti realizzato da un'ottima rete di professionisti che ogni giorno si fa venire delle buone idee, propone dei pezzi e scrive gli articoli; come in tutte le professioni anche quella di "writer" o di giornalista si può migliorare. Da parte delle redazioni, bisogna trovare il modo di ascoltare di più, e spesso è difficile perché si è presi, quando non travolti,dalla quotidianità e dai mille impegni che questo mestiere ti impone.Ma anche chi è dall'altra parte, il collaboratore, o l'aspirante tale, deve comprendere meglio le dinamiche del staff del giornale e le ragioni per le quali si prendono alcune decisioni di fronte a delle proposte. Per questo ho pensato di stilare, da addetto ai lavori, una breve lista di consigli per chi vuole collaborare con un giornale. La lista vale soprattutto per i quotidiani e i siti di news o magazine on line che devono essere aggiornati giornalmente.

1. Dove ho visto quel pezzo?

Non proporre un articolo che hai già scritto identico per un altro giornale. Neanche simile. In un'epoca di tanta informazione, ogni testata si deve differenziare.

2. Fammi vedere che ci conosci

Per i quotidiani on line è molto semplice, è gratuito. Prima di fare una proposta pertanto, soprattutto se sei nuovo/a, fatti un giro sul sito, usando anche il motore di ricerca. Chi riceve una proposta è ben disposto se dall'altra parte c'è qualcuno che ha studiato.

3. Dammi un titolo

Non mio piacciono i "vecchi" insegnamenti del giornalismo. Ma ce n'è uno che funziona: se un articolo non ha un titolo, non è un articolo.

Vale anche per una proposta. In più: non obbligare un redattore a leggere 30 righe per capire quello di cui si sta parlando. Va bene la proposta documentata, ma devi dirmi subito di cosa vuoi parlare.

4.Una banalità, ma è bene ricordarla

Siamo online (o usciamo tutti i giorni): non propormi pezzi di cronaca di cose successe la settimana scorsa.

5. Non basta un comunicato stampa per proporre un pezzo

Di comunicati stampa ne arrivano a migliaia in redazione, ogni giorno. Molti di più di quelli che un collaboratore potrebbe ricevere in un mese.Quindi li abbiamo visti tutti e se li abbiamo scartati c'è un motivo.

6.Quel pezzo ce l'abbiamo già

Lo so, l'articolo che hai in mente ti sembra migliore di quello che abbiamo pubblicato. Ma non si possono pubblicare pezzi simili. E non provare a convincermi che è sensibilmente diverso, perché 9 volte su 10 non lo è.

7. Specializzati ma non troppo

Se la tua ambizione è fare il tuttologo, non avrai molto spazio. In redazione abbiamo bisogno di certezze in ambiti specifici. Se fai tutto (anche se bene) rischi di essere superato/a quasi sempre da altri collaboratori. Ovviamente non ti specializzare nelle "startup della provincia di Mantova", perché come comprenderai non potresti certo scriverne tutti i giorni.

8.Hai i numeri?

Collaboratore: "Vuoi un'intervista a Donald Trump sulla sua visione su cybersicurezza e privacy?"

redazione: "Certo, ottimo, vai"

 

Collaboratore: "Hai i numeri? Così lo chiamo anche oggi"

redazione:"---"

E' un dialogo inventato, ma ispirato a una storia vera. Se mi proponi un'intervista, do per scontato che tu possa arrivare in autonomia all'intervistato

9.Le redazioni non sono un call center

Lo so che dopo che hai inviato una proposta , non vedi l'ora che ti si risponda, magari anche positivamente. Ho passato diversi anni dall'altra parte e quindi so che cosa si prova. Ma le redazioni non sono call center e non puoi aspettarti una risposta immediata. In redazione abbiamo riunioni, dobbiamo organizzare molte cose, altre proposte da valutare, e pezzi da scrivere. Se non rispondiamo subito insomma, c'è un motivo. Se è molto urgente, ma solo in quel caso, attiva una procedura d'urgenza. Di solito basta una telefonata.

10.Usare contemporaneamente tutti i canali non è una buona idea.

Se mi mandi una proposta contemporaneamente via mail, sms, Facebook, Twitter, Whattsapp, Telegram, WeChat, SnapChat, non avrai maggiore attenzione, anzi.

11.Se non rispondo, c'è semplicemente un motivo

Mi chiami dal cellulare, non rispondo. Mi chiami 1,2,3,4 volte, non rispondo. Allora mi chiami dal numero fisso per cambiare numero. Se non rispondo c'è un motivo, e non è legato a te. E' che sono impegnato. Non insistere: vale anche (e in alcuni casi soprattutto) per gli uffici stampa.

12.Link

Una proposta non può essere una buona proposta se ci sono 25 link da aprire e in particolare se questi link rimandano a giornali concorrenti al mio. Di solito vedo quello che succede nella concorrenza. E soprattutto non mi piace copiare quello che fanno gli altri.

13. Sintetico, ma non generico

"Facciamo un pezzo su Facebook"non è una buona proposta, è troppo generica. Devi dirmi cosa vuoi raccontare di Facebook, provando a essere sintetico (ricordati del punto 3)

14. Non scrivere un pezzo in anticipo

Non mandarmi un pezzo già scritto senza che lo abbiamo concordato, rischi di avere perso tempo o di farmi pensare che qualcun'altro te lo ha bocciato e che me lo stai riciclando.

15.Prova a passare in redazione

So che è difficile e che è uno sbattimento., soprattutto se abiti in un'altra città. Ma quando puoi, prova a passare in redazione. Allacciare un rapporto umano più diretto e non basatroi solo su una mail ti porterà dei vantaggi competitivi.Non è che con questo sto invitando tutti a prendere un'appuntamento, ma se hai davvero qualcosa di bello e molto importante da offrirmi, puoi farlo. Prendi un'appuntamento e passa in redazione. 

 

16.Nulla di personale

Se ti boccio una proposta, non pensare che ce l'ho con te; il mondo è pieno di complotti, in redazione non c'è nessuno che cospira contro una buona proposta.

17.Porta valore

In generale e in conclusione, studia bene la testata, la redazione, i suoi punti forti e i suoi limiti. Concentrati su questi ultimi per migliorare il giornale, portare valore e provare a essere fondamentale e decisivo. Considerando sempre che nessuno, a cominciare da chi ha scritto questa lista, è indispensabile.

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