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Il mistero della sindrome da fatica cronica

di Eva Cohen

La stanchezza che non passa, che nessun riposo allevia, che si acuisce anche con piccoli sforzi. e dolori diffusi, disturbi della concentrazione, cefalee. E' la sindrome da stanchezza cronica o encefalomielite mialgia, una condizione che non ha ancora una causa definita, né un unico test diagnostico che la rilevi con chiarezza.

Lo studio

Uno studio della Cornell University ha per la prima volta individuato dei marcatori biologici nel microbioma intestinale, associati alla malattia, dando quindi una possibile spiegazione delle cause. Si nasconderebbero in un microbioma intestinale anomalo. La ricerca potrebbe fornire gli strumenti per arrivare a definire un test diagnostico, semplice e poco invasivo, per individuare una condizione che interessa una buona percentuale della popolazione, soprattutto tra i cinquantenni, ma che è diffusa anche tra gli adolescenti. Si tratta di un problema che provoca una sostanziale riduzione dei livelli delle attività occupazionali, sociali, scolastiche e personali.

I ricercatori, biologi molecolari e genetisti dell'ateneo newyorkese, hanno esaminato campioni di sangue e di feci. Di tutti hanno sequenziato il DNA presente nelle feci per identificare le specie batteriche presenti nel microbioma e la sua composizione. Il risultato è stato che nella comunità con fatica cronica il microbioma era diverso.

 Le specie batteriche erano ridotte, ed era anche minore la presenza di microrganismi dalla capacità antinfiammatoria. Un po' la stessa condizione  di coloro che sono affetti da Morbo di Chron e da colite ulcerosa, come si legge in una nota diffusa dalla  Cornell.

L'Infiamamazione

Gli autori hanno inoltre scoperto nei campioni enzimatici dei pazienti, rilasciati in circolo da un intestino dalle funzonalità compromessa, alcuni marcatori biologici di infiammazione, che una volta nel sangue, potrebbero essere responsabili di scatenare una reazione immunitaria alla base dei sintomi della patologia. "Il nostro lavoro dimostra che il microbioma intestinale nella sindrome da fatica cronica è anomalo e che forse provoca sintomi gastrointestinali e infiammatori in chi ne soffre- ha dichiarato Maureen Hanson, professore presso il dipartimento di BiologiaMolecolare e Genetica alla Cornell University e autore dello studio.

"Inoltre,la nostra scoperta di anomalie biologiche fornisce ulteriori prove contro il ridicolo concetto dell'origine psicologica della malattia".

Test e dieta

Dunque, alla base non ci sarebbe una qualche forma di nevrosi ipocondriaca, o magari una forma di depressione, ma come ormai da qualche anno in effetti si tiene a ritenere, anche in buona parte della comunità scientifica, più semplicemente un'anomalia biologica, precisa e localizzata nell'intestino. Ciò significa che in tempi brevi potremmo avere un test  poco invasivo per la diagnosi di una condizione che attualmente richiede una lunga lista di esami molti dei quali finalizzati ad escludere altre condizioni che potrebbero provocare gli stessi sintomi. Purtroppo ci vuole anche molta pazienza, perché a volte per arrivare a una diagnosi coccorrono anni. "In futuro potremmo vedere questa tecnica come complemento di altre diagnosi non invasive, ha aggiunto Hanson, ma se pnoi avremo un'idea più chiara di cosa succede in questi microrganismi intestinali e nei pazienti, i medici potrebbero prendere in considerazione cambiamenti di alimentazione, utilizzando prebiotici  come fibre alimentari o probiotici  per curare la malattia".

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