· 

Tu chiamale se vuoi: Emozioni

di Giuseppe De Pietro

 

Come cantava la famosa canzone di Lucio Battisti, le emozioni accompagnano la nostra vita per tutto il suo corso. E il viaggio che facciamo durante la nostra esistenza ci porta a dovere accogliere diversi tipi di emozioni dalle quali spesso cerchiamo di non farsi travolgere. Ci sono emozioni universali che coinvolgono tutti i popoli e nazioni, altro invece si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

 

Fondamentalmente, cos' è un’emozione, di cosa si tratta? Proviamo, dunque, a fare un viaggio in questo mondo, esplorando più da vicino le emozioni a volte poco conosciute che ci accompagnano per tutta la giornata e nella vita.

 

L’emozione consiste in una serie di modificazioni che avvengono nel nostro corpo sia a livello fisiologico, alterazioni respiratorie e cardiache, sia di pensieri, ad esempio: paura, senso di sopraffazione, speranza, sia reazioni comportamentali, come il fuggire o gridare o alterazioni della mimica facciale, che il soggetto utilizza in risposta a un evento.

 

Sicuramente, se domani dovesse esserci una interrogazione da affrontare o un compito scritto, un verifica insomma, potrei provare ansia, paura, dovuta al fatto che non so bene come potrebbe andare, di non aver studiato abbastanza, di non sapere esattamente quali domande saranno affrontate e quali potrebbero essere i risultati ottenuti. In questo caso, si possono avvertire una serie di modificazioni a carico del fisico, come le farfalle allo stomaco, la secchezza delle fauci, mal di testa, respiro affannoso e così via. Si tratta di indicatori riguardanti lo stato di incertezza che si sta affrontando, perché le aspettative che si hanno sono distanti dalla realtà.

 

Nel passato ho studiato le emozioni cercando di definirle e categorizzarle. In uno dei miei viaggi in Argentina, in un remoto villaggio del nord argentino ,a Mendoza, a Guanacache per conoscere gli abitanti del posto e verificare se fosse possibile riscontrare anche tra loro le stesse emozioni provate da altri popoli. Gli indigeni locali, alla mia vista che mangiavo del cibo a loro sconosciuto rimasero stupiti. In particolare uno di loro rimase a guardarmi con una particolare espressione. Entusiasta della loro reazione, ho fotografato l’espressione di disgusto evidenziata sul volto di questo membro della tribù e scrissi: La fotografia illustra che l’uomo è disgustato dalla vista e dall’odore del cibo che io consideravo appetitoso. Questo è solo uno dei tanti esempi da me vissuti.

 

Fu proprio seguendo questa tribù di "indios" che ho potuto notare come le espressioni di base fossero universali perchè riscontrabili in popolazioni diverse, anche in quella degli indigeni "huarpes" di Guanacache che è isolata dal resto dell'Argentina. Così decisi di stilare una lista di emozioni divise in primarie e secondarie.

 

Le emozioni primarie o di base sono:

 

1. rabbia, generata dalla frustrazione che si può manifestare attraverso l’aggressività;

2. paura, emozione dominata dall’istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto ad una situazione pericolosa;

3. tristezza, si origina a seguito di una perdita o da uno scopo non raggiunto;

4. gioia, stato d’animo positivo di chi ritiene soddisfatti tutti i propri desideri;

5. sorpresa, si origina da un evento inaspettato, seguito da paura o gioia;

6. disprezzo, sentimento e atteggiamento di totale mancanza di stima e disdegnato rifiuto verso persone o cose, considerate prive di dignità morale o intellettuale;

7. disgusto, risposta repulsiva caratterizzata da un’espressione facciale specifica.

 

Queste sono emozioni innate  e sono riscontrabili in qualsiasi popolazione, per questo sono definite primarie  ovvero universali. Le emozioni secondarie, invece, sono quelle che originano dalla combinazione delle emozioni primarie e si sviluppano con la crescita dell’individuo e con l’interazione sociale.

 

Esse sono:

 

- allegria, sentimento di piena e viva soddisfazione dell’animo;

- invidia, stato emozionale in cui un soggetto sente un forte desiderio di avere più di ciò che un altro possiede;

- vergogna, reazione emotiva che si prova in conseguenza alla trasgressione di regole sociali;

- ansia, reazione emotiva dovuta al prefigurarsi di un pericolo ipotetico, futuro e distante;

- rassegnazione, disposizione d’animo di chi accetta pazientemente un dolore, una sfortuna;

- gelosia, stato emotivo che deriva dalla paura di perdere qualcosa che appartiene già al soggetto;

- speranza, tendenza a ritenere che fenomeni o eventi siano gestibili e controllabili e quindi indirizzabili verso esiti sperati come migliori;

- perdono, sostituzione delle emozioni negative che seguono un’offesa percepita (es. rabbia, paura) con delle emozioni positive (es. empatia, compassione);

- offesa, danno morale che si arreca a una persona con atti o con parole;

- nostalgia, stato di malessere causato da un acuto desiderio di un luogo lontano, di una cosa o di una persona assente o perduta, di una situazione finita che si vorrebbe rivivere;

- rimorso, stato di pena o turbamento psicologico sperimentato da chi ritiene di aver tenuto comportamenti o azioni contrari al proprio codice morale;

- delusione, stato d’animo di tristezza provocato dalla constatazione che le aspettative, le speranze coltivate non hanno riscontro nella realtà.

 

Quindi, le seconde sono delle emozioni più complesse e hanno bisogno di più elementi esterni o pensieri eterogenei per essere attivate. Sapreste dire che genere di emozioni attraversano maggiormente la vostra vita?

Scrivi commento

Commenti: 0