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Mondiali di calcio. La divertente vittoria della Francia

di Patrizia Colbertaldo

La Francia ha vinto il mondiale , e come sempre questa notizia per gli italiani è difficile da digerire. Si riaprono vecchie ferite, e quando si tratta di calcio, gli uomini riprendono in mano le clave e ritornano ad essere un po' primitivi. "Ridateci la Gioconda"..."ha vinto l'Africa...." ecc...non vanno viste come frasi razziste da parte degli italiani che in realtà tanto razzisti non sono, ma sono più rivolte come colpi di uncino ai cugini d'oltralpe con i quali da sempre si gioca una partita semiseria che riporta indietro al tempo dell'Impero Romano perché la Francia sorse comunque dalle rovine dell'Impero Romano d'Occidente, e per alcuni i francesi sono ancora un po' Obelix e Asterix, i divertenti combattenti galli degli storici fumetti. Sembra che gli italiani non riescano a digerire nessuna vincita della squadra francese e tiferebbero per tutti ma non per la Francia, ma non è per cattiveria o razzismo del popolo italiano, ma solo per quel latente orgoglio nazionale che purtroppo tiriamo fuori solo ai mondiali, perché poi siamo sempre a lamentarsi del nostro Bel Paese che bello lo è davvero, e non sarà certo meno bello se ci manca la Gioconda. Del resto è vero e diciamolo una volta per tutte, che la Gioconda fu venduta da Leonardo da Vinci ai francesi.  Del resto Leonardo non se la passava tanto bene economicamente, infatti aveva perso  l'eredità dalla quale fu escluso e in Francia poté essere onorato del titolo di premier peintre, architetecte, et mecanicien du roi con una pensione di 5000 scudi. Come biasimarlo? Leonardo, genio toscano, visse in Francia uno dei periodi più sereni della sua vita, era ormai indebolito dalla vecchiaia, aveva avuto probabilmente una trombosi cerebrale che gli aveva paralizzato la mano destra, e grazie alla pensione e all'accoglienza di Francesco I che era un sovrano colto e raffinato, amante dell'arte soprattutto quella italiana, riuscì a continuare con passione i propri studi e le proprie ricerche. Non hanno quindi rubato la Gioconda, è vero, l'hanno comprata e grazie ai nostri pittori riescono a portare al Louvre milioni di visitatori ogni anno. Siamone contenti no? Magari riflettiamo sul fatto che ancora oggi siamo costretti a vendere il nostro genio e tanti, troppi sono i "cervelli" che lasciano l'Italia a causa di un sistema che da noi fa acqua e che non premia il genio e questo lo sappiamo tutti no? Lasciamo da parte dunque la clave e prendiamo una partita di calcio per quello che è. Ci brucia non avere giocato, ma dobbiamo ammettere che la Francia ha vinto e che molti africani in realtà sono cittadini francesi anche se dalla pelle scura, persone che hanno acquisito il diritto di essere cittadini francesi, ed era il minimo che potessero avere dopo lo scempio coloniale. Magari geneticamente questi giocatori hanno le gambe più forti dei francesi di pelle bianca, del resto avete visto che fisici? Ma sono pur sempre francesi, e dobbiamo smetterla di fare commenti sui social che poi vengono male interpretati e che scatenano polemiche inutili e inutili inni al razzismo perché ormai siamo una società multietnica e dobbiamo abituarci a convivere e a cercare la pace e l'armonia tra tutti i popoli perché questo mondo e questa terra sono di tutti, indipendemente dal colore della pelle. E poi dai, se proprio volete essere umoristici come les cousins potrete sempre farvi due risate sulla divertente gaffe della pattuglia acrobatica francese che ha invertito i colori della bandiera, e proprio alla vigilia del campionato i caccia in cielo hanno disegnato la bandiera croata! Forza italiani, pensiamo al nostro paese, siamo orgogliosi e grati per quello che abbiamo, e rivolgiamo le cose in positivo. I francesi hanno sempre amato la nostra arte tanto da avere comprato capolavori come quello di Leonardo tra gli altri, e sono un paese con pregi e difetti proprio come noi. Hanno avuto una squadra forte, una squadra colorata ma comunque è la squadra francese! Lasciamoli gioire in pace la loro meritata vittoria, se fosse capitata a noi saremmo stati a festeggiare e magari festeggeremo la prossima volta, ma il calcio è un gioco. Deve servire a distrarsi, a festeggiare a passare un po' di buon tempo in compagnia, ma non deve diventare un occasione di veleno o di odio o di rabbia.Non facciamo dimenticare al mondo intero il nostro valore, la nostra cultura, la nostra arte, la moda, il cibo e tutto quello di bello che abbiamo e per il quale siamo ovunque ammirati. E soprattutto non facciamo dimenticare il nostro cuore, perché gli italiani da sempre si sono distinti anche per questo. Si, forse saremo un po' troppo protettivi con i nostri figli, magari gli laviamo le mutande anche a 40 anni, ma di cuore ne abbiamo da vendere e lo abbiamo sempre dimostrato. Facciamoci dunque due risate ma poi...e facciamoglieli i complimenti per una volta alla squadra francese! E vediamo il bello di questa squadra a colori, simbolo di un mondo che sta per cambiare e che DEVE cambiare e cominciamo ad accettare il fatto che non dovremmo MAI accettare distinzioni di razza, di sesso e di nessun genere. E così che si dimostra di essere un popolo civile quale siamo. E lo dobbiamo fare per noi, per i nostri figli, per un mondo migliore e infinitamente più SEMPLICE.

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