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Non è tanto l'essere fisicamente soli che fa male ma il sentirsi soli che fa ammalare il cuore

Ammalarsi di solitudine

In un mondo super affollato dove siamo miliardi di persone c'è ancora chi muore di solitudine, chi non ha nessuno con cui parlare nè uscire e chi non riesce a costruire relazioni sociali, amicizie, amori, o chi ancora ha fatto del "social" l'unica forma di comunicazione, appoggiandosi ad una vita parallela fatta di relazioni virtuali che fanno sentire ancora più soli. E soli si può essere anche circondati come siamo da miliardi di persone. E la solitudine non è tanto e solo fisica, ma è la percezione della solitudine cha fa male, piuttosto che la scelta di stare da soli per conoscersi meglio per gradire della compagnia di sè stessi. E' vera solitudine quella che non è una scelta ma una condizione che viene percepita con sofferenza, e che fa male al cuore.Un nuovo studio ha infatti scoperto che c'è un legame tra solitudine e aumento del rischio di morte per problemi cardiaci.

I ricercatori hanno scoperto che le persone con malattie cardiache avevano più probabilità di morire se avevano scarse connessioni sociali, e del resto è vero anche il contrario perché nelle cosiddette zone blu, le zone del mondo studiate per la presenza di numerosi ultracentenari, i rapporti sociali costanti giocano un ruolo fondamentale nella longevità.

La solitudine può avere un impatto negativo infatti sia sulla mente che sul corpo. 

E attraversare momenti difficili della vita, malattie, problemi sul lavoro o altro, può essere ancora più difficile se non si ha una rete di supporto sociale.Essere soli può letteralmente "spezzarti il cuore".

Le persone che non hanno una solida rete di amici e parenti sono maggiormente a rischio di sviluppare e morire per malattie cardiache come dimostrato da recenti ricerche. Secondo alcuni studi, il rischio di solitudine è paragonabile a quello rappresentato dal colesterolo alto, dalla pressione alta e persino dal fumo.

Inoltre le persone che sono socialmente isolate hanno maggiori probabilità di bere, fumare e fare meno attività fisica. E una volta che qualcuno ha una malattia cardiaca, amici e parenti spesso forniscono un supporto chiave, incoraggiano a curarsi, a fare esercizio fisico, cucinare pasti sani e magari aiutano con le faccende domestiche.

Negli ultimi anni, i ricercatori hanno scoperto che anche la sola sensazione di essere soli può danneggiare il cuore.

Quella che chiamiamo solitudine, la sensazione che non hai nessuno a cui rivolgerti, o che nessuno ti capisce è una forma di stress. E se diventa cronico, può devastare i vasi sanguigni e il cuore.

Cos'è la solitudine?

La solitudine è distinta dall'isolamento sociale, e il supporto sociale viene in genere misurato utilizzando alcune caratteristiche come lo stato civile, il numero di amici e la partecipazione ad attività di gruppo. Poichè non tutti hanno gli stessi bisogni, la solitudine è stata definita dai ricercatori come il divario tra le persone desiderate e le relazioni sociali effettive, perchè c'è ci ha bisogno di essere circondato da molte persone e non ama stare solo e chi invece ha più bisogno di essere da solo. In ogni caso è la sensazione di sentirsi soli che fa molto più male dell'ansia e della depressione, che sebbene abbiano effetti negativi sul cuore, non sono state considerate così mortali come la solitudine.

 

Perchè la solitudine fa male al cuore?

Sebbene possano non esserne consapevoli, le persone sole tendono a percepire le interazioni sociali più negative e minacciose di quanto non facciano le persone non sole. Negli studi, le persone sole hanno anche dimostrato di avere livelli più elevati di cortisolo, un ormone rilasciato in risposta allo stress, e uno stato di stress persistente logora il sistema cardiovascolare.

L'aterosclerosi, il restringimento e l'indurimento delle arterie che portano ad attacchi di cuore, è causata da un'infiammazione delle sostanze chimiche che il nostro sistema immunitario scatena per scongiurare danni o infezioni. Il cortisolo è un potente anti-infiammatorio che agisce attivando i globuli bianchi, che nelle persone "affette" da solitudine sembrano essere meno reattivi nel combattere le infiammazioni.

Ma in che modo la solitudine è diversa dallo stress provato da persone per esempio da lavori impegnativi o problemi di altra natura? Il cortisolo non ha lo stesso effetto su di loro? La gente pensa allo stress come qualcosa di generale ma non lo è.

La ricerca ha dimostrato che il cervello delle persone sole risponde in modo diverso allo stress. Lo stress lieve e temporaneo, come quello causato dal lavoro per esempio, rilascia più o meno le stesse quantità paragonabili di epinefrina  in individui sia soli che non soli. Le persone che sono sole, tuttavia, mostrano una maggiore attività in una parte del sistema nervoso che è particolarmente sensibile allo stress sociale, e che provoca il rilascio di cortisolo. Però la cosa ancora più importante, è che nelle persone sole, il rilascio di cortsolo non avviene solo nei momenti di stress, ma è praticamente costante.

Depressione, ostilità e solitudine possono tutti causare stress, in altre parole, ma ogni emozione ha un effetto specifico sul corpo. L'effetto causato dalla solitudine, inoltre, sembra essere particolarmente dannoso per il sistema cardiovascolare.

La solitudine produce un aumento della resistenza vascolare e diventa più difficile per il sangue spostarsi attraverso le arterie. Nel tempo questa resistenza può contribuire all'ipertensione, che è associata all'aterosclerosi e alle malattie cardiache.

Cura la tua solitudine!

Se sei a rischio di malattie cardiache, se hai subito un infarto, dovresti a maggior ragione evitare di sentirti solo coltivando maggiori rapporti sociali e dedicandoti ad attività che ti danno gioia.

Se ti senti solo, è importante parlarne con un medico oltre che con amici e parenti che potrebbero essere in grado di aiutarti.

La ricerca suggerisce inoltre che adottare un animale domestico può essere utile ad alleviare lo stress, quindi potresti pensare di prendere un cane o un gatto; a volte gli animali possono dare anche più affetto di quanto ne puoi ricevere da una persona.

Anche una psicoterapia breve, di tipo cognitivo-comportamentale potrebbe rivelarsi utile soprattutto nei casi in cui la solitudine non sia reale ma percepita.

 


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